I misteri di un faro

Il fascino dell’ignoto domina tutto.
(Omero)

Scrivere al riguardo del famoso faro di Punta Imperatore non è facile; in molti lo vedono come un qualcosa appartenente al passato, dormiente su quell’altura che nulla ha in comune con quanti lo ammirano se non la sua romantica luce notturna. Tuttavia, al momento è al centro di un’importante riqualificazione che lo trasformerà in struttura alberghiera di lusso. Ed io aggiungerei: “ne vedremo delle belle”…

Ma andiamo con ordine. Fin dagli anni ’80 del secolo scorso “colleziono” misteriosi racconti riguardanti questo faro. Alcuni di questi racconti combaciarono fedelmente con alcune esperienze vissute in prima persona in quei luoghi e che pubblicai in “Epomeo, figlio di Agarthi” per la Youcanprint editore:

[…] Non passarono che pochi secondi, quando, all’improvviso, l’oggetto luminoso, di colore bianco brillante, si portò a una distanza quantificabile, a occhio nudo, in circa cento metri antistante al faro, in sospensione sul pelo dell’acqua.

Un brevissimo istante e l’oggetto luminoso si immerse nelle acque antistanti il faro, illuminando la superficie dell’acqua di una luce bianca brillante, lasciandoci ovviamente di stucco. Quantificai il diametro dell’oggetto sommerso in circa quaranta metri. Mai prima di allora mi era capitato di assistere a un fenomeno del genere così da vicino, il tutto caratterizzato da una totale assenza di rumore. A causa di quanto vedemmo quella sera, molti di noi rimasero così scioccati che tutt’oggi evitano l’intera zona e tutto ciò che possa riguardare l’argomento UFO.” Continuando…

“[…] Il primo problema che ci trovammo ad affrontare fu il cancello di accesso al faro, che risolvemmo in pochissimo tempo grazie ad una veloce arrampicata.

Quasi a farci da monito vi era ancora la targa semi consumata dalla salsedine, recante la scritta: MARINA MILITARE. In breve ci ritrovammo nel piazzale antistante al faro. Mentre gli altri giravano incuriositi per la zona in cerca di chissà cosa, mi ritrovai a girovagare lungo la parete del fabbricato affacciato sulla baia di Citara; rimasi incuriosito dalle numerose aperture murate del piano terra e del piano superiore. Senza pensarci più di tanto, continuai il mio girovagare buttando l’occhio, di tanto in tanto, alle strette fessure esistenti tra un mattone e l’altro cercando ingenuamente di scorgere qualcosa.

Mai avrei immaginato cosa sarebbe accaduto di lì a poco. Rimasi come paralizzato nel vedere che l’intero piano terra veniva illuminato a giorno dall’interno!

La luce era così intensa e bianca da passare attraverso le fessure, proiettando innumerevoli lampi a quattro, cinque metri di distanza dai muri. La scena parve presa di sana pianta da un film di fantascienza. Avrei voluto correre, ma rimasi fermo lì dov’ero, come immobilizzato. Non ricordo per quanto durò quella luce, mi diede l’impressione di un qualcosa che dall’interno volesse uscire fuori, il tutto accompagnato da un sibilo metallico per niente simile a quello di una sirena. L’intero piano terra parve voler esplodere da un momento all’altro. Sfruttai un breve attimo di lucidità sottratto alla paura – non so in che modo – e decisi di scappare con quanto più fiato avessi in gola accorgendomi, del resto, di essere l’unico del gruppo ancora in prossimità del faro. Vidi i miei amici ormai lontani ancora in fuga, su, lungo le scale, già con il cancello alle spalle. Corremmo a perdifiato fino ai motorini, guadagnandoci la salita come mai prima di allora.

La certezza che nessuno, durante quella fuga, si sia mai girato indietro almeno una volta è assoluta e almeno per quella notte nessuno di noi si fermò in paese a parlare di ciò che accadde. La cosa assurda fu che l’indomani mattina, ritrovandoci in paese, ci accorgemmo che solo io e un mio amico ricordavamo cosa accadde la notte prima; la restante parte del gruppo asserì di non essersi mai allontanata dal paese!”

A tutto ciò dobbiamo aggiungere l’enorme anomalia magnetica presente in mare al largo del Faro di Punta Imperatore di cui si conosce ben poco…

Anni addietro ebbi modo di confrontarmi con una persona che sul faro ci passò diversi anni. Mi disse che una notte, sul finire degli anni ’40 del secolo scorso, andò incontro alle figlie lungo il sentiero e si accorse che lungo lo stesso sentiero, innanzi a lui, si trovavano due figure dall’aspetto umano molto alte e tutte vestite di bianco. La cosa lo impaurì non poco. E iniziò a correre. Poi mi disse che la notte era problematico dormire al faro. Ogni notte, incessantemente, si avvertiva come un colpo di martello a cadenza regolare. I militari sdrammatizzavano dicendo che si trattava del mare che batteva sugli scogli… pura fantasia vista la considerevole altezza del fabbricato sul livello del mare… Poi ritorniamo al quel sisma del 2017. Un primo epicentro collocato proprio al largo del faro di Punta Imperatore. Poi la corsa alla smentita. Ma a Forio c’è chi giura di aver subito un’onda d’urto che dal faro andava in direzione di Casamicciola… Dobbiamo aggiungere altro? Magari vogliamo parlare di coloro che, pescando di notte in quei luoghi, si sono visti passare sotto la barca strane luci in movimento?


In ultimo vorrei aggiungere quello che venne riportato su un bollettino della Società Sismologica. Era il 1881. Vi ricorda qualcosa?

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