Carmela, dramma “ischitano” in tre atti

Siamo nel 1907. Il Corriere della Sera del 19 ottobre dedica un ampio articolo dal titolo Il compositore quindicenne ad Alberto De Chirico. Alberto è giovane, lo sottolinea più volte durante l’intervista. Alle domande a lui rivolte dal giornalista specifica di essere nato nel 1891 ad Atene da genitori italiani; qui frequentò il conservatorio per tre anni di fila a cui aggiunse studi di pianoforte portati avanti in forma privata. Ed ecco la sorpresa. Il ragazzo cita il fratello, Giorgio, studente di pittura a Monaco di Baviera. Durante quel soggiorno, Alberto, si dedicò alla stesura della sua opera, Carmela, in tre atti, su un libretto a soggetto napoletano. Alberto è fratello del famoso Giorgio De Chirico! L’opera Carmela, continua il giovane ragazzo, ritrae un dramma tra pescatori dell’isola d’Ischia!

In realtà il mondo della cultura è già a conoscenza di questo lavoro giovanile di Alberto Savinio, pseudonimo di Alberto De Chirico, classe 1891; in pochissimi però sono a conoscenza che Carmela è basata su personaggi ischitani. Alberto si diplomò a 12 anni in pianoforte ed alla morte del padre, avvenuta nel 1905, dopo diverse soste, prese dimora a Monaco di Baviera dove prese lezioni di armonia dal famoso compositore Max Reger. È durante questo soggiorno che il ragazzo comporrà il suo Carmela, dramma che destò interesse anche in Mascagni. Questa breve parentesi lo portò nelle braccia della Ricordi & C. ad opera di un contratto di cessione dei diritti voluto da Tito Ricordi. Fortunatamente questi documenti sono ancora visionabili e dimostrano l’interesse della Ricordi per un’opera che alla fin fine non verrà mai rappresentata e diffusa. Sarà il fratello Giorgio, il noto pittore, a ricordare brevemente queste vicende. Il tutto venne raccolto in Memorie della mia vita per la Bompiani. Tra le pagine di queste memorie però, apprendiamo che il Carmela venne anche stampato, almeno inizialmente. Purtroppo non si hanno notizie in merito a copie del nostro “dramma ischitano” sopravvissute fino ai giorni nostri.

L’articolo che alleghiamo al presente (e breve) post è stato da noi ritrovato tra i nostri archivi e racconta abbastanza bene quello che accadde all’epoca dei fatti. Un giovane Alberto si racconta e descrive con umiltà infantile la sua creazione. Carmela per ora è persa tra le pieghe del tempo. Forse un giorno ne salterà fuori una copia.

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